Autostima adolescenti: i due momenti di perdita dell’autostima nell’adolescenza! E un consiglio pratico di Giancarlo Fornei per i genitori…

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Una foto gentilmente tratta da Pixabay.com/

Sembra che il concetto di autostima sia nato negli Stati Uniti, dall’intuizione di uno dei più importanti e pragmatici psicologi americani: William James.

William James amava ripetere: «È la tendenza naturale propria della vita ad agire nella realtà per raggiungere uno stato di felicità, di benessere». Poi osservava che l’uomo non può agire per un suo futuro, non può creare progetti di vita se non crede prima di tutto nelle sue possibilità d’azione, nella forza delle proprie idee.

«Perciò – aggiungeva lo psicologo americano – ogni nuova filosofia o scienza si è sorretta sulla fede nella verità di certe idee prima che queste potessero essere verificate.»…

L’autostima come una sorta di “diritto” al perseguimento della felicità e dell’auto realizzazione dell’essere umano?

E ancora (come affermava James): l’autostima come il rapporto tra il successo e le aspettative delle persone?

Non solo, a mio modesto avviso la ricerca dell’autostima ha un certo buon senso e validità scientifica. Poiché se potesse scegliere, qualsiasi persona di buon senso preferirebbe avere una sana e alta autostima rispetto a una bassa.

Perché? Ma perché un’autostima sana e alta, equivale con certezza al benessere personale e all’efficacia. 

Tu no?

Dimmi la verità: se tu potessi scegliere, non preferiresti avere un’autostima alta anziché bassa?

Ma focalizziamoci sull’autostima degli adolescenti. Secondo lo psicologo americano Carl Pickhardt – uno dei massimi esperti di consulenza familiare – nasce in famiglia. In base alla sua grande esperienza, afferma:

  • «L’autostima può avere un impatto significativo sulle relazioni. Generalmente sembra che i membri della famiglia siano più inclini ad agire male gli uni verso gli altri quando si sentono male con se stessi. Peggio si sentono con se stessi, peggio trattano gli altri, e peggio vengono trattati in cambio. Tutto gira intorno al ciclo dell’infelicità. Nelle famiglie con scarsa stabilità affettiva ed emotiva, le relazioni possono diventare distruttive reciprocamente».

#AUTOSTIMA ADOLESCENTI - nelle famiglie in cui i membri hanno stima reciproca è più facile per un adolescente alimentarla - una frase del coach motivazionale Giancarlo Fornei (24 Aprile 2017).pptSe invece analizziamo quelle famiglie dove i membri hanno una sana autostima, dove la fiducia e l’armonia regnano all’interno del nucleo famigliare, si verifica esattamente il contrario: più è alta l’autostima nei singoli membri, più gli stessi tendono a trattarsi bene vicendevolmente.

  • Insomma, è come dire – seguendo l’interessante ragionamento di Carl Pickhardt – che nelle famiglie dove regna la stima reciproca tra i genitori, i bambini prima e gli adolescenti poi, hanno una maggiore possibilità di creare e mantenere una sana autostima.

Nella sua esperienza oltre trentennale con genitori e adolescenti, lo psicologo di Austin racconta di aver scoperto due grandi momenti di perdita di autostima durante il corso normale dell’adolescenza.

  • #AUTOSTIMA ADOLESCENTI – Il primo momento di perdita di autostima avviene all’inizio dell’adolescenza (età 9-13 anni) quando l’infanzia nel bambino lascia il posto ad altri momenti. Molti interessi, attività e relazioni che hanno sostenuto l’autostima nel bambino possono essere sacrificati per motivi di crescita futura. Molti aspetti di valore psicologico del bambino possono essere gettati via. Per esempio vecchi giocattoli. Persino gli hobby e anche i nonni (considerati sino a poco prima adorabili) possono essere messi a distanza.
  • # AUTOSTIMA ADOLESCENTI – La seconda caduta dell’autostima si verifica durante la fine dell’adolescenza (tra i 18-23 anni), quando il giovane si trova di fronte alla realtà dell’indipendenza. In molti casi potrebbe sentirsi a disagio, timoroso e persino sopraffatto da questa situazione. Non sono rari i casi in cui l’adolescente ha timore della sfida e si sente deluso da sé. In parole semplici: ha paura di ciò che lo aspetta.

L’autostima, dunque, ha a che fare con la definizione che l’adolescente ha di se stesso. Come si sente: vincente o perdente. Fallito o di successo.

Più questa definizione si allontana dalle aspettative dell’adolescente, più la sua autostima scende verso il basso. E viceversa: più la definizione che ha di se stesso si avvicina alle sue aspettative, più la sua autostima sale verso l’alto.

Quando l’adolescente è costantemente duro con se stesso – insistendo sulla perfezione assoluta (che non può esistere in nessun essere umano), criticando negativamente e continuamente i propri fallimenti, punendo puntualmente i propri errori – la stima dentro di sé crolla a minimi termini.

Partono allora pensieri negativi e distruttivi del tipo:

  • “Che sciocco che sono!”;
  • “Cosa c’è di sbagliato in me!”;
  • “Non posso fare niente bene!”;
  • “Non ci riuscirò mai!”;
  • “Sono un fallito, me lo dicono tutti!”;
  • E altro ancora.

Dunque, l’adolescente ipercritico con se stesso può entrare in crisi e ridurre sistematicamente la sua autostima.

#Autostima Adolescenti – un invito e un consiglio pratico per i genitori:

  • se tuo figlio o tua figlia sono in crisi di autostima e d’identità, invitali a leggere il mio ultimo libro “Autostima in 140 Caratteri“, sono certo che sarebbe di aiuto anche a loro.
  • contemporaneamente ripeti loro questa mia frase. Interpretala come se fosse tua, non hai alcun bisogno di citarmi, di dire al ragazzo che l’hai letta nel mio blog: «So che in questo momento ti senti a terra, deluso/a per i risultati che non arrivano. Ma so anche che puoi farcela, che puoi tornare a credere in te stesso/a e a fare di meglio. Mamma e papà credono in te. Gli errori fanno parte della vita, non devi assolutamente averne timore, anche noi abbiamo sbagliato molte volte. Semmai prendi i tuoi errori e falli diventare dei punti di forza. Puoi ripartire da lì, dalla consapevolezza che puoi fare solo meglio»!

Stai vicino al tuo ragazzo, afferralo per mano e guidalo in questo momento difficile.

Giancarlo Fornei

 

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  • PS: per scrivere questo post, ho preso spunto da un bellissimo articolo scritto dallo psicologo americano Carl Pickhardt, Ph.D. (Austin, Texas). Trovi il post originale in lingua inglese su Psychology Today, a questo link.

 

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CoachDonne

Toscano, nato a Carrara 57 anni fa. Ex marketer dei servizi, dal 1999 si occupa esclusivamente di crescita personale. Conosciuto in rete come "Il Coach delle Donne" per la sua grande esperienza di lavoro con l'Universo Femminile. Da oltre dieci anni aiuta le donne a vincere. Nello sport, come nella vita...

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