Caro Giancarlo, ma perché ti chiamano il coach delle donne?

io ho un sognoLucia è una simpaticissima amica di Trani, (credo sia in Puglia), che mi ha scritto un’email lunga lunga. Non finiva più…

Ammetto di averla letta a puntate, ma l’email di Lucia è molto bella e mi ha spinto a leggerla sino alla fine.

In alcuni tratti si percepisce tutta la sua sofferenza, come “donna senza futuro” (così si definisce) e come “mamma a disagio” (così scrive) di una splendida bambina di nome Silvia, cui non può comprare neppure un paio di scarpe nuove.

Lucia è senza lavoro, lasciata dal marito (non racconta il perché) e vive (meglio, sopravvive) grazie alla pensione del vecchio padre.

  • Senza voler scemare nella retorica, oserei dire uno spaccato dell’Italia attuale. Dove si pensa molto più ad aiutare gli immigrati e si lasciano in difficoltà le tante italiane e italiani che non riescono più ad arrivare a fine mese.

Per favore, evita di pensare che io sia razzista, sono solo incazzato nero con una classe politica che non fa assolutamente nulla per chi è più debole e, purtroppo, non è sbarcato a Lampedusa.

Ma torniamo a Lucia.

Le ripeto, anche dalle pagine di questo blog, di armarsi di speranza e di determinazione, e di lottare per se stessa e per Silvia. Uno dei massimi letterati dell’antica Roma, Marco Tullio Cicerone, coniò questo celeberrimo motto: «Finché c’è vita, c’è speranza».

A Lucia ho già risposto in maniera approfondita e privata. Le ho spiegato il motivo per cui deve continuare a lottare. A proporsi alle aziende, a bussare alle porte di attività commerciali e artigianali (prima o poi qualcuno le aprirà).

Il momento è difficile per tutti, ma Lucia ha il DIRITTO/DOVERE di continuare a provarci.

So che a volte ci si sente persi e la disperazione porta a pensare cose brutte, ma Lucia ha almeno due buoni motivi per continuare a battersi: Silvia e se stessa.

MAI ARRENDERSI.

Le ho anche regalato la versione ebook di uno dei mie audio corsi sull’autostima (mi spiegava che le piaceva tanto averlo, ma non poteva permetterselo).

sorriso 8Senza scomodare Martin Luther King, io ho un sogno: “Sogno che tutte le Lucia di questa terra possano farcela e tornare a sorridere”.

In chiusura della sua lunga email, Lucia mi poneva una domanda cui ho già risposto tante volte: «Posso chiederti perché, Giancarlo, ti chiamano il coach delle donne?».

Come dicevo, l’ho già spiegato molte volte, ma sono felice di ripeterlo ancora una volta a Lucia e a te, amica del blog, che stai leggendo.

Tutto è iniziato per scherzo, molti anni fa (forse più di dieci).

Stavo formando il personale di un grosso franchising nel settore immobiliare, quando una delle ragazze di un’agenzia toscana dove quel giorno ero in visita, alla fine della giornata crollò in un pianto disperato.

  • Si chiamava Francesca e la sua storia era molto simile a quella di Lucia: una bambina piccola e senza marito. L’unica differenza era che Francesca lavorava come procacciatrice all’interno dell’agenzia di questo franchising.

Cercava case da vendere, e il suo problema era che non veniva mai pagata (o pagata con molti mesi di ritardo) dal responsabile di quell’agenzia.

Non aveva il coraggio di chiedergli i soldi. Quell’uomo la intimoriva solamente con lo sguardo, e si approfittava spudoratamente della debolezza della ragazza.

Quel giorno, Francesca era disperata: aveva tre mesi di affitto in ritardo e non sapeva come fare la spesa.

Quando tutti se ne andarono, restai solo con Francesca un paio di ore.

  • L’ascoltai con religiosa attenzione e poi le proposi di fare una specie di “gioco” con lei: le feci chiudere gli occhi, rivivere un momento particolare della sua vita in cui era stata determinata e poi, le ancorai dentro di sé un po’ di quel coraggio che le serviva per andare da quel brutto tipo, battere i pugni sul tavolo e farsi dare un po’ di quei soldi che si era guadagnata.

La sera del giorno dopo Francesca mi chiamò al telefono: piangeva, ma questa volta era un pianto di gioia, aveva trovato coraggio ed era andata da quell’imbecille (scusa il termine) e si era fatta dare una parte dei soldi che le spettavano.

  • «Non so dove ho trovato la forza – mi disse – ma l’ho trovata. Ho avuto il coraggio di andare da A…  e chiedergli i soldi. Non me ne sono andata fino a quando non ha aperto il portafogli e tirato fuori i 320 euro che aveva in tasca. Credimi Giancarlo, non so proprio dove abbia preso quella forza, ma qualcosa è scattato in me dopo averti parlato, e adesso so che devo dire grazie a te».

Nei mesi successivi Francesca riuscì a farsi dare tutti i soldi degli arretrati che ancora le venivano.

euforiaEra così euforica che mi ringraziò a modo suo: parlò talmente bene in giro di me, che convinse prima Nicoletta (la titolare della trattoria dove svolgeva il secondo lavoro per tirare avanti) e poi altre tre persone (donne) a lavorare con me per risolvere i loro problemi.

Tutte ottennero risultati e risolsero le loro problematiche.

  • Nicoletta, a sua volta, mi fece lavorare prima con sua figlia Federica e poi con delle amiche, organizzando persino delle mie conferenze nel suo locale per farmi conoscere (tanto mi fu grata di averla aiutata a risolvere un problema che riteneva insuperabile).

Siamo diventati grandi amici e ogni tanto mi chiama per dirmi: «Ci sarebbe tizia che ha bisogno di te, posso mandartela?».

Da quel giorno, la nomea di “Giancarlo Fornei, il coach delle donne” cominciò a girare.

Ecco come tutto è iniziato per un banalissimo “gioco”…

Problemi?

Scrivimi a info@giancarlofornei.com forse, posso aiutare anche te (nella peggiore delle ipotesi, posso ascoltarti)…

Giancarlo Fornei

 

  • Giancarlo Fornei è un coach motivazionale, conosciuto in rete come “Il Coach delle Donne” per la sua esperienza di lavoro con l’Universo Femminile.
  • Si occupa di pensiero positivo, motivazione e autostima dal 1999.
  • Autore di oltre quarantacinque infoprodotti sulla Crescita Personale, tra ebook libri e audio corsi.
  • Li trovi tutti a questo link.
Please follow and like us:

CoachDonne

Toscano, nato a Carrara 57 anni fa. Ex marketer dei servizi, dal 1999 si occupa esclusivamente di crescita personale. Conosciuto in rete come "Il Coach delle Donne" per la sua grande esperienza di lavoro con l'Universo Femminile. Da oltre dieci anni aiuta le donne a vincere. Nello sport, come nella vita...

Un pensiero su “Caro Giancarlo, ma perché ti chiamano il coach delle donne?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Enjoy this blog? Please spread the word :)

RSS
Follow by Email
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
LinkedIn
Share
Instagram