#Femminicidio: il punto di vista (senza peli sulla lingua) del coach motivazionale Giancarlo Fornei!

femminicidioOgni giorno una donna muore per mano di un uomo...

Ogni giorno una donna perde il dono della vita perché un uomo geloso, impazzito, ubriaco, strafatto, stupido o altro, ha deciso che sia giusto così.
  • Spesso, quella stessa donna, con la vita perde anche la sua dignità, perché a quell'uomo, la giustizia italiana non fa nulla.
  • O se lo condanna, grazie a premi e sconti sulla pena, torna libero dopo pochi anni.
  • E magari riprende pure a frequentare la stessa zona/città della vittima. Senza pudore. Fregandosene altamente del dolore dei famigliari.

Abbiamo ucciso due volte quella donna!!! Fisicamente e la sua memoria...

Da uomo, mi sento profondamente avvilito. Da uomo e da cittadino italiano, mi vergogno per tutto quello che da alcuni anni a questa parte sta accadendo in Italia. Una carneficina che non sembra aver fine. Ogni giorno la cronaca nera riporta la notizia di una donna uccisa per mano del suo compagno (o ex).

Da uomo, sento il bisogno di chiedere SCUSA ad ogni donna che ogni giorno viene umiliata. Ad ogni donna che ogni giorno perde la vita per colpa di un MOSTRO.

Una bella immagine del coach motivazionale Giancarlo Fornei in conferenza a Verona (ottobre 2014)Ma da uomo, sento anche la necessità di metterci la mia faccia e di dire BASTA!!! Ecco perché scrivo questo post. Ecco perché mi espongo pubblicamente. Perché il problema è tutto (nostro) maschile. La colpa è solamente di noi uomini!
  • Di chi commette quell'orribile atto (un uomo).
  • Di chi dovrebbe "ascoltare" e comprendere i segnali di disagio, ma non lo fa. Dando le cose per scontate (forse anche qualche donna, ma certamente uomini).
  • Di chi non impedisce prima che venga commesso (quasi sempre uomini).
  • Di chi dovrebbe punire SEVERAMENTE e dare un forte SEGNALE e non lo fa (anche in questo caso, probabilmente sono uomini).
  • Di chi si gira dall'altra parte e fa finta che non sia accaduto nulla. O peggio, sdrammatizza sull'accaduto (sicuramente uomini).
Mentre generalizzo, sono consapevole che ci sono tanti uomini che non si comportano come dei vigliacchi e non alzano neppure un dito su di una donna. Così come so bene che le forze dell'ordine fanno quello che possono. Spesso hanno le mani "legate" da leggi e leggine. Sono letteralmente "impedite" nei loro interventi...

Ma la colpa (che ci piaccia o no) è soltanto nostra.

Di NOI UOMINI.

Siamo noi che dobbiamo cambiare. Perché il femminicidio sta diventando un terribile fenomeno sociale.

Allora lancio la mia idea in due punti, sperando che la classe politica (finalmente) colga l'occasione per mettere fine a questa carneficina.
  1. Fare prevenzione a scuola. Cominciando sin dalle medie a "parlare" ai ragazzi, agli adolescenti. Dobbiamo educarli. Spiegar loro che ogni atto di violenza fisica, verbale e psicologica nei confronti di una donna è un atto vigliacco e criminale. Perché solo in questo modo possiamo sperare di fermare e poi invertire il fenomeno sociale che sta dilagando in Italia. Educando gli uomini di "domani".
  2. Una legge che prevenga il femminicidio, permettendo alle forze dell'ordine di intervenire prontamente e severamente in casi di segnalazione di violenza domestica. Dando finalmente alla donna, la certezza che la sua segnalazione venga presa seriamente e immediatamente in considerazione (sono troppi i casi di tragedie avvenute nonostante che le donne avessero segnalato ripetutamente minacce e violenze).

Ma anche una legge che punisca con una pena esemplare di 30 anni di carcere (senza nessuna forma di attenuante, sconti o premi di alcun genere)!

Uomo che commetti un delitto così orribile, devi sapere che indipendentemente dal contesto, ti fai trent'anni di carcere. Punto! Non ci sono ma. Non ci sono se. Non ci sono attenuanti che tengono. Non ci sono giustificazioni che reggono. Se commetti una violenza del genere nei confronti di una donna, finisci in carcere e buttiamo via la chiave. Troppo forte il mio punto di vista? Dimmi cosa ne pensi tu... Giancarlo Fornei      

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