Insegnanti: stupite la vostra classe e riuscirete a far apprendere meglio i ragazzi…
Immagina una classe in silenzio, gli occhi puntati su di te, non per obbligo ma per autentica curiosità. In quel momento, hai acceso la scintilla dell’apprendimento. Non è magia, è neuroscienza: il cervello ama ciò che non si aspetta. E tu, insegnante creativo, sei il regista di questa meraviglia.
Quando l’insegnante sorprende, il cervello applaude.
Lo avevo letto molti anni fa, quando decisi di intraprendere la professione di formatore (era l’età dei dinosauri): “Il docente in grado di stupire la propria classe, riesce a trasmettere maggiori informazioni, nonché a far apprendere meglio le persone”.
Poiché non butto via mai nulla, alcuni giorni fa mi è tornata in mano una copia della rivista “Mente & Cervello” (oggi Mind), dove ho ritrovato un interessante articolo in cui si affermava che tutto ciò era una realtà scientificamente provata.
- Uno studio della University of Pennsylvania School of Medicine, pubblicato sull’autorevole rivista “Science”, affermava che la sensibilità del nostro cervello all’inaspettato, è fondamentale per l’apprendimento di nuovi comportamenti.
Uaauuu, ho esclamato! Ma che notizia fantastica…
In base a quello studio, i neuroni di un’area del cervello, la substantia nigra (SN), hanno un ruolo centrale nell’apprendimento basato sulla ricompensa, modulando questo processo in base alla discrepanza tra il risultato atteso e quello effettivo.
Michael Kahana, coordinatore dello studio ha affermato:
- «Come la teoria economica secondo la quale i mercati efficienti reagiscono agli eventi inaspettati mentre gli eventi attesi non producono effetti, abbiamo scoperto che il sistema dopaminergico del cervello umano sembra predisposto ad imparare qualsiasi cosa purché accada inaspettatamente, e meno incline ad imparare quando gli eventi che si verificano sono prevedibili».
Sorpresa! Non è uno spettacolo di magia, è solo didattica ben fatta.
Cari insegnanti, se pensate che basti entrare in aula con la solita faccia da lunedì e la voce da documentario per National Geographic, sappiate che i vostri alunni stanno già sognando la fuga.
Il cervello umano ama l’imprevisto: una battuta fuori copione, un oggetto misterioso, persino un errore ben piazzato può diventare oro didattico.
Quindi, lasciate perdere PowerPoint e rispolverate il vostro lato creativo. Se non stupite, non insegnate. Se non fate sorridere, non lasciate il segno. E se non vi divertite voi… figuriamoci loro.
Insegnanti, docenti, professori universitari e formatori… se ci siete battete un colpo:
- da oggi impegnatevi a stupire i vostri alunni, mettete un pò di sana creatività nei vostri metodi di insegnamento.
Per molti anni ho insegnato nella Terza Area di alcuni istituti superiori di Massa Carrara (Einaudi di Carrara, Salvetti di Massa, Alberghiero di Marina di Massa) e so esattamente di cosa parlo. Non basta essere competenti e conoscere a meraviglia le materia che si insegna, bisogna anche essere capaci di trasferire sapere.
Questo, per esempio, è un complimento che mi ha lasciato una ragazza molti anni fa: Grazie Professor Fornei di quello che mi ha insegnato!
Sei un insegnante e usi già questi metodi? Fammi sapere cosa ne pensi, lasciami un commento al post oppure scrivimi a info@giancarlofornei.com ti risponderò sempre e personalmente
Giancarlo Fornei
PS. notizia tratta da Mente & Cervello di Giugno 2009 – autore dell’articolo è Stefano Pisani.
Giancarlo Fornei è autore del libro “Come mantenere viva l’attenzione in aula”, lo trovi su Amazon a 7,00 euro (versione ebook) o a soli 12,00 euro (la versione cartacea) – acquistalo ora da questo link.

