La giovanissima Rebecca Coppedè: «La vita è una sfida continua in cui si deve rimanere in equilibrio per stare bene con se stessi e con gli altri!»…

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Una solare Rebecca Coppedè

Oggi ti parlo di Rebecca Coppedè, una giovanissima ragazza di Carrara (la città dove sono nato e vivo tutt’ora) piena di vita.

  • Rebecca è una ragazza solare. 
  • Gli piace stare con gli amici e con la famiglia. È una ragazza che ha una famiglia unita, forte, che cerca di lottare ogni giorno.

Ha subito due lutti importanti nell’ultimo anno: ha prima perso lo zio a soli 43 anni, che si è spento all’improvviso. Poi un nonno che l’ha “lasciata” a 78 anni. A Rebecca e alla sua famiglia, porgo le mie condoglianze, seppure in ritardo.

Rebecca – come tutte le ragazze delle sua giovane età – è molto sensibile, e vive (e convive) ogni giorno con questi vuoti, ma cerca sempre di andare avanti. Di guardare al futuro.

Ama la vita comunque tutto, e cerca di viverla sempre al massimo.

Ho voluto raccontare la storia di Rebecca perché credo possa diventare un punto di riferimento in molte sue coetanee. La considero personalmente molto più matura di tante ragazze della sua età e, alla fine della breve intervista, sono certo che concorderai con me.

Allora, andiamo a conoscere Rebecca?

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D. Molte ragazze della tua giovane età sembrano non sapere ancora quello che vogliono fare da “grande”. Rebecca ha già le idee chiare?

R. Sinceramente non sono ancora del tutto certa di quello che voglio fare da grande. Certo, l’esperienza al Laboratorio IFOM di Milano mi ha fatto aprire molto occhi e mente su quello che la ricerca e la scienza fa.

  • Non posso assolutamente negare che non mi abbia affascinato e colpito, però non sono ancora sicura di buttarmi al 100% in questo settore.

Sarà forse il semplice fatto che sono insicura e ho paura nel buttarmi, oppure anche il fatto che molte opportunità le troverò solo all’estero. Comunque ciò, in questi ultimi mesi sceglierò il mio settore che sarà Chimica o Matematica (materia anche questa che mi affascina molto e chissà se non possa anche questa contribuire alla ricerca in quanto qualche ricercatore è laureato in Matematica).

 

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R. Cosa ti affascina della ricerca? Cosa ti ha spinto ad avvicinarti ad essa?

Mi ha sempre affascinato la ricerca e il mondo con cui i ricercatori hanno a che fare. Ci sono due cose che mi hanno sempre più colpito:

  1. Il fatto che un ricercatore arriva in laboratorio la mattina e non sa come può tornare la sera, se con risultati previsti o anomali e quindi con qualche “scoperta” o no.
  2. La seconda cosa che mi ha sempre colpito è la scienza in generale e lo studio delle cellule e dei loro meccanismi.
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Rebecca Coppedè (con la maglia giallo/crema) e alcune delle sue amiche del cuore

D. Parliamo un po’ di Autostima: secondo Rebecca quanto contano famiglia e scuola per sviluppare una sana autostima?

R. Essendo sempre stata una persona abbastanza insicura di me, famiglia, scuola ma anche e soprattutto, nel mio caso, amici contano tantissimo.

  • Il loro appoggio, il loro aiuto nel buttarmi e a spingere di continuare sono fondamentali.

Un piccolo esempio è stata la stessa esperienza al Laboratorio in quanto ero spaventata all’idea di andare sola per 2 settimane in un mondo duro e da “grandi ” ma grazie all’appoggio e all’aiuto dei miei genitori, professori e amici ce l’ho fatta.

 

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D. E la tua, com’è? Credi in te stessa, in quello che fai?

R. Nonostante la mia fragilità e la non mia autostima totale di me stessa (sembra un paradosso), credo comunque in quello che faccio.

 

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D. Sei giovanissima, e dunque, il fallimento non ti appartiene ancora. Ti spaventa?

R. Mi spaventa il fallimento, ma non mi spaventa a tale punto da tirarmi indietro a raggiungere degli obbiettivi, anzi penso che mi potrebbe stimolare ad andare avanti (tutto ciò e un ipotesi, magari quando lo vivrò non andrà così).

 

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D. Quali sono, a tuo avviso, le 3 abilità più importanti per emergere nella vita?

R. Tenacia, umiltà e “mente aperta”.

  • PS: favolosa risposta Rebecca, i miei complimenti. G.F.

 

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D. Qual è il sogno nel cassetto di Rebecca?

R. il mio sogno è quello di fare un lavoro utile per la società, stimolante e che mi appassiona.

 

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Una bella immagine recente di Rebecca Coppedè

Questa è la giovanissima Rebecca Coppedè, che saluto e ringrazio per avermi concesso questa bella intervista. Le auguro con tutto il cuore di dar vita al suo sogno, perché è bellissimo.

Ti lascio con una sua frase, che dimostra quanto questa ragazza sia speciale: «La vita la vedo semplicemente come una ruota che gira in cui bisogna combattere per rimanere a galla. La vedo come una sfida continua in cui si deve rimanere in equilibrio per stare bene con se stessi e con gli altri. Io la vivo come un “ricordo” bellissimo in cui si alternano fasi di gioia e dolore e dove ogni giorno si impara qualcosa di nuovo.»…

 

 

1 commento su “La giovanissima Rebecca Coppedè: «La vita è una sfida continua in cui si deve rimanere in equilibrio per stare bene con se stessi e con gli altri!»…”

  1. Pingback: Rebecca, ricercatrice a soli diciotto anni!

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