Diana Dell’Erba: la regista di “Registe”, un film/documentario sul cinema firmato al femminile…

Diana Dell'Erba
Diana Dell'Erba
Oggi ti parlo di Diana Dell'Erba, un'amica di Torino, che di professione fa la regista.
Diana inizia ad interessarsi al mondo della recitazione fin dalla giovane età ed intenzionata ad approfondire sempre più l’argomento studia con insegnanti come Mamadou Dioume, alievo di Peter Brook. Affianca il percorso formativo a quello attoriale partecipando a diversi film e cortometraggi. Tra i più importanti Vincere di Marco Bellocchio, RasputinIl Mistero di Dante di Louis Nero. Diana comprende che il lavoro dell’attore può rappresentare una strada di ricerca e miglioramento della propria persona, ma si sente limitata nell’ambito della creazione; così presto inizia ad interessarsi all’intero funzionamento della macchina cinematografica, affiancando la sua carriera da attrice a quella di fotografa e assistente alla regia.  
Nel 2013 firma la sua opera prima: Registe, dialogando su una lametta.
Film/documentario sul cinema firmato al femminile e sulla pioniera Elvira Notari, interpretata dall’attrice Maria De Medeiros, esso è la messa in opera della tesi Donne alla macchina da presa. Uno sguardo di genere sulla regia con la quale si è laureata in Sociologia nel 2010. Eccoti una mia breve intervista a Diana, che ti aiuterà a conoscerla meglio.
Da cosa nasce l'idea di realizzare un film documentario sulla figura femminile del regista?
L'idea di Registe è nata nel momento in cui dovevo individuare il tema da affrontare nella mia tesi di laurea. Anni prima avevo iniziato a frequentare una facoltà che non mi corrispondeva a pieno: Sociologia. Una scelta che avevo fatto per motivi familiari, in un momento in cui ero ancora troppo lontana dall'essere consapevole che le scelte che facciamo nella vita è importante che ci appartengano totalmente. Mentre frequentavo l'università avevo iniziato a studiare recitazione e a lavorare un po' nel cinema e nel teatro. Tutto ciò, unito alla conoscenza di diverse donne che hanno permesso che la loro vita venisse influenzata negativamente da incontri sbagliati, hanno fatto sì che, finito il percorso universitario, mi ritrovassi a dire: "Perché non unire questi ambiti della mia vita!?" Parlare di registe è un pretesto. Un pretesto per parlare di donne che, a loro modo, ce l'hanno fatta. Donne che hanno lottato per ciò che desideravano, passando per sofferenze e soddisfazioni. Il lavoro di regista è un simbolo. Emblema di tutti i lavori importanti, cioè qualsiasi lavoro che corrisponde alla nostra persona. Ed emblema della stessa vita: se pensiamo al film come alla nostra vita, il regista è colui che riesce a dirigere la propria vita.  
Maria de Medeiros (Elvira Notari) in REGISTE, regia di D. Dell'Erba
Maria de Medeiros (Elvira Notari) in REGISTE, regia di D. Dell'Erba
Qual è il messaggio che "Registe" vuole far arrivare al pubblico?
Il messaggio è proprio questo. Nella vita si deve lottare con tutte le forze per essere se stessi. Non importa quale vita o lavoro si faccia, l'importante è che lo si faccia perché ci appartiene, perché lo sentiamo davvero nostro. Se tutti al mondo facessimo questo, sicuramente non ci sarebbe più bontà... Perché la nostra realtà è in primis dicotomica (giorno e notte, vita e morte, bene e male)... ma secondo me, ci sarebbe una vibrazione diversa, ognuno sarebbe più sereno nell'essere se stesso e tutto il mondo sarebbe la somma di tale equilibrio.
Nella tua carriera di donna e regista, quali sono stati i problemi principali che hai dovuto affrontare?
Come donna, e prima essere umano, il vero problema è quello di comprendere come arrivare all'Equilibrio. Ogni giorno e ogni attimo. Come regista, il primo problema è stato non avere alternativa all'indipendenza. Grazie alla lungimirante casa di produzione L'Altrofilm e alla disponibilità di donne straordinarie come Maria De Medeiros e tutte le registe intervistate, ho potuto realizzare questa piccola opera. Se non fosse stato per loro, nessuno, nemmeno al Ministero hanno reputato un lavoro del genere interessante. In Italia non ci sono molti studi di genere ufficiali. Il femminile italiano lo si sta riscoprendo in questi anni. Ciclicamente ritorna in auge. Speriamo arrivi presto il momento in cui non sarà più necessario parlarne.  
Quali sono, a tuo avviso, le cose da cambiare in Italia per stimolare questa professione nelle donne?
Penso che il discorso sia più ampio. Non è necessario stimolare questa professione in particolare. È necessario stimolare le persone a lavorare, sforzarsi e dedicarsi totalmente nella ricerca della propria via.
Maria de Medeiros (Elvira Notari) e Marco Sabatino (Nicola Notari) in REGISTE, regia di Diana Dell'Erba
Maria de Medeiros (Elvira Notari) e Marco Sabatino (Nicola Notari) in REGISTE, regia di Diana Dell'Erba
Da donna e da regista, come vedi il futuro in Italia? Ritieni la crisi finita?
Penso che la fine della crisi economica che stiamo vivendo sia ancora lontana. Spetta a noi però decidere quale reazione avere nei confronti di tale crisi. Possiamo deprimerci e farci prendere dalla disperazione o dallo sconforto, oppure possiamo trasformare questa crisi in uno strumento. Lo stimolo necessario per trovare nuove strade, per diventare più intelligenti confrontandoci con il mondo che ci circonda e capendo cosa gli serve. Rinascere è probabilmente la cosa più difficile del mondo, ma anche la più soddisfacente.  
Qual è il sogno nel cassetto di Diana?
La mia risposta è ancora la stessa che mi davo da adolescente alla domanda "Che cosa vuoi fare da grande": essere serena. Questa è Diana Dell’Erba: una bella ragazza, una giovane attrice e regista. Ma, soprattutto, una donna in gamba, capace di mettersi in gioco, in discussione. A questo link trovi il trailer del suo film. A questo link, la pagina di Registe su Facebook. A questo link, infine, trovi gli eventi in programazione.
A Diana, giunga il mio "grazie" per l'amicizia che mi riserva e la bella intervista che ci ha regalato. Un grande "In bocca al Lupo" per il suo film, che merita di essere visto. Magari il prossimo lo facciamo insieme... che ne dici di un soggetto sul "coach delle donne?" Un abbraccio Diana...
Giancarlo Fornei  

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