Come ho scoperto che “vivere” è meglio di sopravvivere…

17-NovembrePrima del 17 novembre 1999, non ero molto capace di vivere pienamente e godermi le cose belle che avevo intorno a me. Mi occupavo di marketing e di tecniche di vendita e passavo le mie giornate in macchina, passando da un punto all’altro dell’Italia centrale e del nord: Parma, Treviso, Milano.
  • Macinavo chilometri ogni settimana: partenza da Carrara e via verso Parma, Treviso o Milano (e viceversa). A volte ero capace di fare il tragitto completo anche due volte nella stessa settimana, senza neppure passare da casa.
In ognuna di queste città mi aspettava un’azienda cui prestavo la mia consulenza. All'epoca (lo confesso) ero perennemente alla ricerca di qualcosa che non avevo (e che avrei potuto anche perdere per sempre): fama, soldi, notorietà!
  • Non avevo ancora capito che tutto questo non ha nulla a che vedere con il vivere bene. In quegli anni – mi dispiace un po’ ammetterlo, ma adesso ne sono consapevole – mi limitavo a sopravvivere.
Mica stavo vivendola la vita! Inferno Poi, il 17 novembre del 1999, mentre stavo facendo formazione all'Istituto Einaudi di Carrara (in una delle rare volte che ero a casa), l’inferno mi colpì, e in mezz'ora mi ritrovai disteso sul lettino del pronto soccorso di Carrara. Vi ero stato portato d’urgenza dall'ambulanza, dopo che ero svenuto a scuola. Seppi, in seguito, che mi era andata bene (anzi, di lusso): ero stato “colpito” da ben tre infarti cerebellari alla testa. Fortunatamente, nessuno di questi aveva fatto danni irreparabili. Era il 17 novembre 1999, è quel giorno ho scoperto che “vivere” è certamente meglio di sopravvivere. Anche perché ero andato molto vicino al “punto di non ritorno”. MiracoloSecondo me, un miracolo mi aveva salvato. Evito di starti a raccontare ogni dettaglio (la storia della mia vita, se ti va, puoi leggerla in questo mio libro motivazionale). Piuttosto, ci tengo ad avvertirti. Se anche tu ti comporti come facevo io e non conosci tregua, non sai regolarti e, soprattutto, ti porti il lavoro anche a casa, attenzione perché quello che è successo a me è dietro l’angolo e potrebbe succedere a chiunque: STRESS! stress Eccola la parola “terribile” che nessuno vuole mai nominare, ma che governa la vita di molte persone: stress. Naturalmente, io avevo anche dei problemi genetici (tale mutazione MTHFR, ne parlo nel libro Come Vivere Alla Grande), ma è stato lo stress, il fattore scatenante degli eventi ischemici. Oggi (anche grazie a Paola, mia moglie, che ringrazierò sempre per essermi rimasta vicino in ogni difficoltà, anche economica), conduco una vita molto più tranquilla:
  • Mangio notevolmente meglio;
  • Evito di stressarmi facendo un lavoro che amo (il coach e il formatore);
  • Assumo folina e tengo sotto controllo il possibile formarsi di grumi nel mio sangue assumendo un antiaggregante.
Soprattutto, ho capito che la vita è “una sola” e merita di essere vissuta intensamente, con passione. Ho capito come posso viverla appieno, anziché continuare a “sopravvivere” in una vita stressante e per nulla avvincente.

Forte di quell'esperienza, ho scritto un libro motivazionale (a mio avviso il più bello tra tutti quelli che ho scritto) per aiutare le persone a vivere meglio.

Dove spiego come fare per “vivere alla grande” (è una metafora, basterebbe seguire i consigli disseminati nel libro per vivere sicuramente meglio) e riprendersi la vita tra le mani, padroni del proprio destino. Nove consigli che, qualcuno – tra quelli che hanno letto il libro – ha definito “un vero e proprio vademecum per vivere meglio”! Il messaggio che voglio lanciare anche a te che stai leggendo è: «Vivi intensamente la tua vita. Ricorda che anche la tua è a “termine” e dunque, godine il massimo che puoi, perché mi dispiace farti notare che hai solamente questa». Giancarlo Fornei

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  • Giancarlo Fornei è autore del libro motivazionale Come Vivere Alla Grande, che ha ricevuto ben trentotto recensioni positive, una più bella dell’altra.
  • Lo puoi prenotare nella tua libreria di fiducia, oppure puoi acquistarlo ora su Amazon da questo link, o su Il Giardino dei Libri da quest’altro link.

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