Che tipo di apprendimento hai?

Che tipo di apprendimento hai?

Che tipo di apprendimento hai?

I canali percettivi delle persone

Ti sei mai domandata che tipo di apprendimento hai? Quali siano i tuoi canali percettivi più usati? Io mi posi queste due domande (e molte altre) all’indomani del mio primo corso sulla PNL (Programmazione Neuro Linguistica) che feci a Milano, negli anni novanta.

In quello stesso periodo mi spostavo nel nord Italia come consulente di marketing fra la stessa Milano, Treviso e Parma (in quello che avevo denominato, simpaticamente, il Triangolo delle Bermude italiano).

  • Contemporaneamente insegnavo comunicazione e marketing in alcuni Istituti Superiori della provincia di Massa Carrara: Einaudi di Carrara, Salvetti di Massa, Alberghiero di Marina di Massa.

Pur non essendo un insegnate di ruolo (non sono laureato), le mie lezioni nella Terza Area (una vecchia area professionalizzante) erano fra le più seguite e apprezzate.

I ragazzi si fermavano spesso a parlare con me anche oltre le normali ore di lezione e tenendo conto che la Terza Area veniva quasi sempre fatta di pomeriggio (dalle 14 alle 17), era per me motivo di gratificazione particolare.

Se molti ragazzi si fermavano a pormi domande anche oltre le 17 anziché scappare a casa, un motivo doveva pur esserci!

Partendo dal presupposto che non sono particolarmente intelligente e che non sono un mago, la risposta va cercata nel fatto che ero bravino ad ascoltare e capire i ragazzi. Ecco perché si fermavano volentieri a parlare con me. Ed ecco perché le mie lezioni erano sempre piene.

Nota bene: se tu che stai leggendo sei un’insegnante o un docente, sappi che ho scritto un libro sul come mantenere viva l’attenzione in aula (lo trovi su Amazon). Nel libro racconto le mie esperienze proprio di quegli anni ed offro tutta una serie di consigli per gestire al meglio l’aula e affascinare i ragazzi.

Qui sotto trovi la prima parte della mia trasmissione televisiva “MotivAzione” tenuta molti anni fa su Antenna 3 (a Massa) in cui parlavo proprio di canali percettivi delle persone.

I canali percettivi delle persone

Ma torniamo alla mia particolare capacità di ascoltare e capire i ragazzi. Studiando dai primi anni novanta e poi continuando a praticare – seppur da autodidatta – la Programmazione Neuro Linguistica, ho scoperto che gli esseri umani comprendono il mondo intorno a loro attraverso tre canali percettivi ben definiti:

  1. Il canale visivo.
  2. Quello auditivo.
  3. E il canale cinestesico emozionale.

I tre canali percettivi si sviluppano dalla griglia multisensoriale formata dai famosi cinque “sensi”. Un senso, la vista, da vita al canale visivo. Un altro senso, l’udito, sviluppa il canale auditivo. Gli ultimi tre sensi (tatto, gusto e olfatto), danno vita al canale cinestesico emozionale.

Questi tre canali permettono alle persone di apprendere le cose. Non soltanto, se “ascoltati” con particolare attenzione, permettono a te, a me o chiunque altro, di comprendere meglio la mappa delle mondo delle persone che abbiamo davanti.

In parole ancor più semplici: attraverso i tre canali percettivi siamo in grado di capire meglio le persone che incontriamo ed entrare più velocemente in empatia con loro!

In PNL questo processo viene chiamato “Rapport”. Ma vediamo come funzionano i tre canali percettivi e di apprendimento degli esseri umani.

 

Il canale visivo

Poiché viviamo nell’era della multimedialità e dell’immagine, quale potrà mai essere il canale più forte della maggior parte delle persone? Ovviamente la vista.

  • Ecco dunque le persone visive, che amano guardare e osservare le cose. Attraverso gli occhi, comprendono il mondo intorno a loro e apprendono.

Queste persone stanno molto attente alla loro immagine e giudicano spesso (purtroppo) dalle apparenze. Questo tipo di persona è continuamente coinvolta da messaggi multimediali visivi: tv, TikTok, YouTube, Instagram, Facebook, ecc.

Se li incontri per strada li riconosci immediatamente: camminano con lo smartphone in mano e gli occhi puntati sul display. Se li incontri in treno o sui mezzi pubblici, pensi stiano leggendo un buon libro o spulciando Facebook o Instagram?

Ovviamente la seconda.

 

Il canale auditivo

Un altro canale molto forte e che vive da sé è quello dell’udito.

  • Abbiamo dunque gli auditivi, che preferiscono ascoltare (musica, parole, voci, suoni, ecc). Hanno un apprendimento molto più sviluppato attraverso le orecchie.

Ascoltano con molta attenzione le parole che usi e le soppesano.

Io, per esempio, ho una forte componente auditiva. Ecco perché negli anni ho creato ben due Podcast: Autostima Donne e Vincere con la mente e una marea di audio libri. Ed ecco ancora, perché, pur avendone fatti molti ed alcuni anche interessanti, non amo particolarmente fare video.

 

Il canale cinestesico emozionale

Infine, abbiamo le persone cinestetiche emozionali, che percepiscono il mondo attraverso le emozioni, le sensazioni che provano. Queste persone uniscono il tatto, l’olfatto e il gusto alla capacità di percepire delle emozioni. Quello che viene comunemente chiamato sesto senso.

Il sesto senso è tipicamente femminile, ma ciò non significa che anche i maschietti come me non ne possiedano un po’.

Ho scritto un bellissimo articolo sul sesto senso femminile. Leggilo con molta attenzione. Sono certo ti aprirà un mondo.

In questo caso, per loro è molto più semplice apprendere qualcosa attraverso il racconto delle esperienze reali di qualcuno. Ecco perché a scuola – quando facevo la Terza Area ma anche nei corsi che svolgevo negli FSE (Fondi Sociali Europei) – usavo moltissimo raccontare le mie esperienze professionali o quelle di qualcun altro. 

Il racconto lascia a bocca aperta la persona che hai davanti e la fa innamorare di quello che gli stai raccontando. Ovviamente, le storie devono essere rigorosamente vere.

 

Questa sotto, invece, è la seconda parte di quella trasmissione televisiva in cui parlavo di canali percettivi delle persone e altro sulla comunicazione.

Quale canale è meglio?

Tutti e tre i canali sono importanti e tutti noi li usiamo. Spesso, si fondono tra di loro, permettendo alle persone di usarli tutti e tre contemporaneamente per capire il mondo che le circonda.

Non esiste dunque un canale percettivo migliore degli altri.

Ma esistono dei canali migliori per noi stessi. Meglio, usiamo più spesso e volentieri uno o due canali rispetto all’altro. Questo perché la nostra mappa del mondo (tutte le nostre conoscenze, convinzioni, esperienze dirette, indirette, ecc.) ci ha portato a preferire, nel tempo, un canale anziché l’altro.

Sottolineo che anche tu usi tutti e tre questi canali. Ma uno è sempre più forte rispetto agli altri due. Il tuo canale preferenziale qual è?

Come ho già spiegato prima, il mio preferito è il canale auditivo. Non è un caso che io sappia modulare molto bene la mia voce e quando parlo in pubblico uso moltissimo gli intercalari e i toni alti o bassi, a seconda di quello che sto raccontando.

No, non sono matto. E se capita anche a te, tranquilla: non sei matta neppure tu. Hai solamente una forte predisposizione al canale auditivo.

Naturalmente tutti noi, io tu e le altre amiche che leggeranno questo articolo, usiamo tutti e tre i canali percettivi. Ma uno – lo ribadisco – ci piace di più e lo usiamo inconsciamente con maggiore frequenza. Quale sarà nel tuo caso?

 

Tu che tipo di apprendimento hai?

Pertanto, ognuno di noi (lo sottolineo ancora una volta: anche tu) sviluppa negli anni e in base alle sue esperienze di vita, un canale più forte, che utilizza in maniera prevalente per interfacciarsi con le persone che incontra quotidianamente.

Canale che è anche usato nella fase di apprendimento di quella stessa persona. Ma canale che viene pure usato anche nella fase comunicativa della stessa.

Perché la comunicazione delle persone ha due fasi che filtriamo, entrambe, con la griglia multisensoriale. Ovvero, con i canali percettivi:

  1. una nella quale percepiamo le cose e il mondo intorno a noi (fase di ascolto e di comprensione).
  2. l’altra nella quale esterniamo verso l’esterno le nostre emozioni o percezioni (fase comunicativa).

Ecco perché ci sono delle persone molto brave a capire e comprendere gli altri. E ci sono persone che imparano maggiormente leggendo, altre preferiscono ascoltare, ed altre ancora, amano le storie e le esperienze dirette.

Sarebbe fantastico se tutti coloro che hanno mansioni di insegnamento (dalle elementari all’università), si rendessero conto di queste “piccole” differenze fra i vari allievi e utilizzassero tutti e tre i livelli della comunicazione (verbale, para verbale e non verbale) quando fanno le loro lezioni.

In questo modo riuscirebbero a coinvolgere la quasi totalità della classe e non ci sarebbe nessun alunno che non avrebbe compreso il significato della lezione. Proprio perché ogni ragazzo ha un suo canale percettivo preferenziale e tu, gli parleresti usando il livello della comunicazione più adatto per lui o lei.

Tu che tipo di apprendimento hai: visivo, auditivo o cinestesico sensoriale?
 

Per aiutare ogni persona che si rivolge a me (o quantomeno il maggior numero), da molti anni ho sviluppato un programma di crescita personale composto prevalentemente di audiocorsi, dove tutti e tre i canali percettivi vengono toccati e sollecitati.

  • Quello visivo, attraverso la lettura dei miei ebook.
  • Quello auditivo, attraverso l’ascolto dei miei Mp3.
  • Quello cinestesico sensoriale, attraverso le storie di vita vissuta che racconto nei miei lavori.

Al link accanto trovi i miei articoli di crescita personale in formato Podcast e Mp3, sono tutti gratuiti, ascoltali pure quando vuoi.  A questo link, invece, trovi i miei oltre 45 infoprodotti creati sulla crescita personale (audio corsi, ebook e libri). 

Infine, eccoti il canale Youtube di Giancarlo Fornei. Riconosco che non è ben fornito (hai capito che preferisco l’audio), ma qualche video interessante (per esempio sulle mie trasmissioni televisive realizzate a cavallo tra il 2011 e 2012) lo trovi.

E tu, che tipo di apprendimento hai? Un abbraccio e qualsiasi sia il tuo canale preferenziale, buon apprendimento e lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei

 

 

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Autore di “Comunicare bene è facile, se sai come farlo!”, un vero e proprio trattato sulla comunicazione e il parlare in pubblico, che ha dedicato al mondo dei parrucchieri e delle estetiste con cui ha lavorato oltre nove anni. Lo trovi su Amazon, a questo link. Oppure su Il Giardino dei Libri, a questo link. Se desideri riceverlo a casa con una dedica personalizzata del mental coach toscano, scrivi a info@giancarlofornei.com.

 

Chi è Giancarlo Fornei

Un bellissimo primo piano del volto illuminato dal sorriso del coach motivazionale Giancarlo Fornei - UAAMI Catania - 3 e 4 dicembre 2017

Toscano, nato a Carrara 60 anni fa. Ex marketer dei servizi, dal 1999 si occupa esclusivamente di crescita personale. In particolar modo, da oltre quindici anni, “lavora” con le donne.

Le aiuta a VINCERE. Nella vita. Nel lavoro. Nello sport.

Conosciuto in rete come “Il Coach delle Donne” proprio per la sua grande esperienza di lavoro con l’Universo Femminile. In particolar modo, aiuta le donne in crisi di autostima. Le imprenditrici del beauty e dell’hair care a differenziarsi dalla concorrenza e le atlete agoniste a vincere.

A questo link, puoi conoscerlo meglio.

 

 

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Che tipo di apprendimento hai?

 

 

Che tipo di apprendimento hai? Restyling di un vecchio articolo da me scritto e pubblicato il 25 luglio 2015 sul blog Pensare in Positivo.

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