Atleta: 4 motivi per cui non vinci!

Atleta: 4 motivi per cui non vinci!

Atleta: 4 motivi per cui non vinci!

Cara atleta che mi segui da coaching per donne, eccoti 4 motivi per cui non vinci e alla fine ti ritiri!

(per leggere tutto l’articolo ti ci vogliono circa 11 minuti – se desideri riceverlo in formato pdf e leggerlo in tutta tranquillità, scrivimi a info@giancarlofornei.com)

Premessa: tutte le atlete vogliono vincere!

Mi occupo di allenamento mentale nello sport dal lontano 2008. Oggi sono “tutti” mental coach, ma all’epoca, parlare di allenamento mentale e cercare di spiegarne i benefici ad atleti e allenatori, era veramente difficile.

Proprio da uno dei miei fallimenti di quell’epoca, nacque il libro “Come allenare la mente a vincere nello sport“. Diventato, negli anni, uno dei libri di allenamento mentale più letti e recensiti a 4 e 5 stelle su Amazon.

Un vero e proprio paradosso.

Ma veniamo ai giorni nostri. Uno dei tratti distintivi delle grandi *atlete è la voglia costante di migliorarsi. Non esiste una sola atleta vincente al mondo che non cerchi, ogni giorno, in ogni singolo allenamento o gara, di migliorare le proprie performance.

Da qualche anno, le atlete che voglio primeggiare a tutti i livelli, hanno capito che devono imparare ad usare anche la mente. Hanno così cominciato ad utilizzare  l’allenamento mentale e la psicologia dello sport per diventare atlete migliori e superare le sfide che si pongono ogni giorno.

Diciamolo, finalmente, senza tanti giri di parole: l’allenamento mentale aiuta le atlete a vincere!

Spesso, le atlete, non sono consapevoli delle barriere mentali che limitano le loro prestazioni. Delle tante convinzioni limitanti che le bloccano e impedisce loro di fare performance sportive all’altezza della loro preparazione atletico-fisica.

 

I 4 motivi per cui non vincono.

A mio avviso sono almeno quattro i motivi principali che impediscono, ad un’atleta preparata al meglio dal punto di vista fisico, di vincere. (Ovviamente, gli stessi motivi sono validi anche per i maschietti come me):

  1. Bassa fiducia in se stessi.
  2. Aspettative troppo alte.
  3. Paura del fallimento.
  4. Mania di perfezionismo.

Leggi con molta attenzione, potresti essere sorpresa di scoprire che uno o più di questi motivi, blocca anche te.

 

Atleta: 4 motivi per cui non vinci!

Motivo n°1: bassa fiducia in se stessi. 

Nello sport (così come nella vita) la fiducia in se stessi è fondamentale. Potrei tranquillamente affermare che la fiducia è la chiave del successo in qualsiasi sport; è la risorsa numero uno che separa le grandi atlete vincenti dalla folla.

Dalla miriade di atlete, giovani e non, che provano a vincere qualcosa nella loro carriera sportiva ma, alla fine, si ritirano senza essercisi neppure avvicinate un po’.

  • So di essere pungente e persino sferzante, ma è la realtà.
  • Meglio guardarla dritta negli occhi ed esserne consapevoli.

Non si può vincere o provare a farlo senza avere una buona dosa di fiducia in se stessi. Nessun’atleta potrà mai raggiungere il suo vero potenziale atletico senza un’enorme quantità di fiducia nelle sue abilità e doti.

Aggiungo che proprio quelle atlete che hanno paura di uscire dalle loro zone di comfort, nutrono i maggiori dubbi in se stesse ed hanno un alto tasso di probabilità di provare ansia da prestazione.

Ma la fiducia la si può anche perdere.

Questo accade quando l’atleta di turno è ossessiva nel voler tenere tutto sotto controllo e non permette al proprio corpo di funzionare per come è stato allenato.

La verità è che non puoi tenere sotto controllo il mondo intorno a te, ma solo te stessa!

Le atlete con una mancanza di fiducia in se stesse, spesso sono molto brave in allenamento dove viene meno la pressione emotiva della gara, per poi fare performance deludenti nella competizione che conta.

Non so se capita anche a te, ma questo tipo di atleta tende ad analizzare eccessivamente le proprie prestazioni, a mettere in discussione tutto: dalla preparazione al piano di gara, ecc.

Se in allenamento la pressione emotiva viene meno e la fiducia serve a poco, è in gara che la fiducia in se stessi può fare la differenza. Soprattutto nei momenti di avversità o pressione.

(A questo link trovi un video per imparare a gestire l’ansia).

 

Motivo n°2: aspettative troppo alte. 

Quando un’atleta decide di lavorare con me, una delle prime cose che fa è la “definizione degli obiettivi”. Faccio fare un lavoro di ricerca in base alle performance vecchie dell’atleta e poi gli insegno a tarare gli obiettivi in maniera credibile per lei. Soprattutto, per  la sua mente inconscia.

Ragiona con me: se non hai mai vinto una sola gara in vita tua e sei sempre arrivata quinta o sesta, come puoi porti l’obiettivo di andare alle Olimpiadi?

Comprendi bene che le tue aspettative sono troppo alte. E quando le tue aspettative sono troppo alte, diventano poco credibili per la tua mente e corri il rischio di fare delle prestazioni deludenti.

Qualsiasi atleta di questo pianeta, con le aspettative giudica costantemente cosa sta facendo rispetto a ciò che si aspetta di fare. E poiché le aspettative sono focalizzate sui risultati, se vengono meno, ecco che crollano sogni ed obiettivi.

Tutto, solamente perché le aspettative erano troppo alte.

Il paradosso è che non soltanto corri il rischio di sentirti frustrata quando non giochi o gareggi all’altezza delle tue aspettative, ma persino di limitare le tue prestazioni quando giochi o gareggi “meglio del previsto”.

Il termostato con il quale valuti le tue aspettative, in quest’ultimo caso, potrebbe persino boicottarti e non farti fare una prestazione migliore. Perché è tarato sulle tue aspettative e se quel giorno le superi, lui (il termostato) ti sabota. Paradossale, non trovi?

Molte atlete e allenatori credono che le grandi aspettative derivino da una grande fiducia in se stessi, ma è esattamente il contrario. Quando le atlete non soddisfano le loro aspettative, minano la loro fiducia. La mettono in profonda crisi.

  • Quello che ti serve è una forte fiducia nelle tue capacità di eseguire un esercizio, un gesto tecnico o vincere una gara, ma senza inutili aspettative.

In questo caso, la fiducia che hai in te precede e accompagna l’esecuzione dell’atto o della gara, ma è priva di un tuo giudizio finale dopo l’esecuzione stessa.

Motivo n°3: paura del fallimento. 

La paura di fallire e di deludere le persone che abbiamo accanto, è molto forte anche nello sport. Le atlete sono sempre alla ricerca di approvazione sociale, ma così facendo, sbagliano,

  • Dovrebbero gareggiare e provare a vincere per loro stesse, non per il proprio allenatore, genitore, fidanzato, o per la società.

Anche in questo caso, le aspettative giocano un ruolo importante e, purtroppo, negativo.

Perché la paura del fallimento è sempre caratterizzata da aspettative troppo alte. Avere un forte desiderio di successo è importante, ma quando è accompagnato dalla paura di fallire, scatena ansia o tensione. Sino ad una preoccupazione eccessiva per i risultati, che genera, a sua volta, problemi di approvazione sociale.

“Che cosa penseranno gli altri di me se non vinco la gara o faccio una bella prestazione?”…

Questa è la classica domanda che si pongono le atlete che hanno una forte paura di fallire.

Sottolineo ancora una volta che qualsiasi atleta, donna uomo o adolescente che sia, DOVREBBE SEMPRE gareggiare per se stessa/o e non per gli altri.

La ricerca della vittoria o della buona prestazione sportiva, DOVREBBE essere sempre perseguita per alimentare la propria fiducia, le proprie convinzioni, la propria autostima, il proprio benessere e, se mi è permesso, il proprio ego (anche qui il condizionale è d’obbligo).

Purtroppo, troppe atlete commetto l’errore di gareggiare per “qualcun altro”.

Così facendo si preoccupano troppo di ciò che pensano gli altri e finiscono per auto-sabotarsi. Limitare le proprie prestazioni.

La paura del fallimento è sempre più spesso associata all’approvazione sociale, perché queste atlete si preoccupano troppo di deludere chi hanno intorno, di non esibirsi all’altezza proprio delle aspettative di quest’altre persone.

  • Insomma, un paradosso nel paradosso: la paura di fallire e di deludere le aspettative di qualcun altro, porta l’atleta di turno ad avere una pressione su di sé talmente alta che la porterà poi a fallire.
  • A deludere in gara o in partita.

Una sorta di auto-profezia che si avvera: “La paura di fallire per non deludere gli altri mi porta proprio a fallire, finendo per deludere gli altri!”…

Come vedi, l’imputato principale sono sempre le aspettative. Che siano le tue (troppo alte) o quelle degli altri, fanno danni enormi. Dunque abbi fiducia in te e tieni le tue aspettative sotto controllo.

Motivo n°4: mania di perfezionismo. 

Solitamente le atlete perfezioniste sono caratterizzate da alti livelli di motivazione, un intenso desiderio di successo, una forte serietà e senso del lavoro.  Sembrerebbe dunque tutto positivo, eppure…

Nonostante gli alti livelli di motivazione, l’atleta perfezionista non riesce a raggiungere i propri obiettivi a causa della paura di fallire e del desiderio così disperato di avere successo. 

Mi sforzo di ripeterlo continuamente a chi lavora con me: la perfezione non è di questo mondo!

Si possono fare prestazioni straordinarie e, paradossalmente, persino perfette nel gesto atletico, ma la ricerca della perfezione fine a se stessa deve essere bloccata sul nascere.

Proprio perché so bene che le atlete perfezioniste si sforzano di ottenere “prestazioni perfette”, so anche che tutto ciò causa una mancanza di fiducia e si ripercuote sulle famose aspettative che l’atleta stessa ha su di sé e sul come dovrebbe esibirsi.

  • La ricerca spasmodica della perfezione (che ha inizio in allenamento), può diventare una vera e propria ossessione.

Ma se con alcuni atleti talentuosi (vedi la Federica Pellegrini o il Cristiano Ronaldo di turno), la ricerca della perfezione può essere importante e positiva, con la maggior parte delle atlete, pur brave capaci e serie, ma prive di quell’elemento talentuoso (ahimè così raro), può generare frenesia e, ossessione, appunto.

Le atlete perfezioniste spesso competono con una mentalità di allenamento e di gara che le porta a ricercare la perfezione in ogni cosa.

Ciò le induce ad analizzare eccessivamente la loro tecnica, tattica o prestanza fisica, e impedisce loro di limitarsi a gareggiare per piacere personale.

Purtroppo hanno una mentalità eccessivamente analitica e giudicante, che spesso mina la loro autostima. 

Tendono sempre ad eseguire, in maniera perfetta, ogni cosa. Quando in gara o in partita commettono un errore (o qualcosa che non rientra nel loro schema da perfezionisti), tendono a soffermarsi eccessivamente su di esso.

A quel punto hanno perso la concentrazione e il focus sulla gara. Non riescono più a tenere sotto controllo la mente e diventano preda dei loro stati d’animo.

Questi sono, purtroppo, i quattro i motivi principali che a mio avviso impediscono, ad un’atleta preparata anche bene, di vincere. O comunque, di fare una performance invidiabile.

Allenamento mentale? Così fondamentale per vincere.

Ecco perché l’allenamento mentale diventa fondamentale nella vita di ogni atleta.

Apprendere come mantenere la concentrazione, restare sul focus, definire bene gli obiettivi, gestire al meglio ansia ed altri stati d’animo negativi – solo per citare alcuni aspetti dell’allenamento mentale – può fare la differenza, fra un’atleta vincente ed una perdente.

  • L’allenamento mentale offre ad ogni sportiva agonista gli strumenti di cui ha bisogno per superare le barriere mentali che limitano la sue prestazioni.

Mi spingo oltre affermando che l’allenamento mentale aiuta le atlete a esprimere il proprio potenziale e a raggiungere i propri obiettivi di prestazione.

  • Spesso a vincere. 
  • Quasi sempre a migliorare le proprie prestazioni sportive. 

Allora… “Buon allenamento mentale”, con chiunque tu lo faccia.

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Giancarlo Fornei

*Nota bene: lavoro con le donne atlete da oltre quindici anni, i miei post, libri, audio corsi, video e qualsiasi altro contenuto, è creato per loro. Ma è ovvio, che i consigli che offro, sono utili anche per i maschietti come me, che amano mettersi in gioco e, soprattutto, in discussione.

 

Risorse utili:

 

 

Chi è Giancarlo Fornei

Un bellissimo primo piano del volto illuminato dal sorriso del coach motivazionale Giancarlo Fornei - UAAMI Catania - 3 e 4 dicembre 2017

Toscano, nato a Carrara 60 anni fa. Ex marketer dei servizi, dal 1999 si occupa esclusivamente di crescita personale. In particolar modo, da oltre tredici anni, “lavora” con le donne.

Le aiuta a VINCERE. Nella vita. Nel lavoro. Nello sport.

Conosciuto in rete come “Il Coach delle Donne” proprio per la sua grande esperienza di lavoro con l’Universo Femminile. In particolar modo, aiuta le atlete agoniste e le giovani promesse dello sport italiano. Ma anche le donne imprenditrici del mondo del beauty e dell’hair care. Nonché le amiche in crisi di autostima e motivazione.

A questo link, puoi conoscerlo meglio.

 

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Atleta: 4 motivi per cui non vinci! è un articolo del mental coach delle donne Giancarlo Fornei

 

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