Abbiamo due mani: con una possiamo prendere, con l’altra dobbiamo dare qualcosa in cambio…

due maniTroppe volte incontro persone che si lamentano tutto il santo giorno, perché Tizio possiede la macchina nuova, Caio e la sua famiglia fanno le vacanze in Sardegna, Sempronio e fidanzata vanno tutte le settimane al ristorante, ecc.

Persone che sono invidiose se l’altro guadagna di più o riesce ad ottenere un posto di lavoro importante o, come dicono loro “sicuro”.

Queste persone vivono male!

 

Decisamente male. Non fanno altro che criticare e invidiare.

Passano le loro giornate a lamentarsi di tutto e di tutti; sono talmente egoiste che pensano solo a se stesse e non si accorgono che perdono delle grandi opportunità per fare del bene, per interessarsi “anche” agli altri.

Questa gente, non comprende e non capisce il motivo per cui hanno due mani.

Pensano che sia solo per prendere, invece, il vero motivo perchè tutti, anche tu, abbiamo due mani è solamente uno:

  • con una mano possiamo prendere;
  • con l’altra dobbiamo dare qualche cosa in cambio.

SEMPRE.

Ma il tempo passa inesorabilmente e si porta via ogni loro misera speranza. Misera non perché la speranza di queste persone non sia lecita, ma perché la nostra vita è unica ed è giusto viverla con intensità positiva e piena d’entusiasmo, lasciando un segno del nostro passaggio.

Sia esso grande o piccolo non importa, l’importante che sia un segno positivo.

Naturalmente, è molto più facile fare del bene e aiutare gli altri quando si è ricchi e famosi. Molto più facile applicare la legge delle “due mani” quando si ha in abbondanza.

 

Molto più difficile farlo nella vita quotidiana di un “comune” mortale come me o come potresti essere Tu che stai leggendo questo post.

Ho scritto un po’ più difficile, non impossibile.

Mi torna alla mente la bellissima frase di Alfred Adler, un famoso psicologo viennese, che scrisse un libro intitolato “Il Senso della vita”. In quel libro diceva:

«E’ l’individuo che non si interessa agli altri quello che ha più difficoltà nella vita e che procura più danno al prossimo. E sono questi gli individui che falliscono nei loro intenti».

 

  • Che cosa voleva dire?
  • Cosa cercava di spiegare ai lettori del suo libro?

Permettimi di provare a farlo a modo mio, con la stessa metafora di prima, le “due mani”:

«Tutti noi abbiamo due mani, una per dare ed una per ricevere”. Ciò significa che le nostre speranze devono, giustamente, essere ricompensate (la mano che riceve) ma contemporaneamente dobbiamo offrire qualcosa in cambio (la mano che da)».

Potresti obiettarmi che spesso, troppo spesso, la gente approfitta della nostra bontà d’animo e che in cambio, quasi sempre, non ci da nulla. Avresti ragione, hai ragione (non hai idea di quante volte si siano approfittati della mia bontà).

Ma un vecchio proverbio dice: ciò che semini, prima o poi raccogli.

 

Dunque, io preferisco aver disseminato la mia strada di bontà e che magari qualcuno se ne sia anche approfittato, piuttosto che accorgermi che avrei potuto aiutare una persona in difficoltà e non l’ho fatto per timore di essere “usato”.

Non ho mai fatto differenze, nell’aiutare gli altri, se uno sia più ricco di me o abbia un posizione lavorativa o sociale migliore. Come non ho mai fatto dei preventivi conteggi per sapere se aiutare questo o quello mi avrebbe portato dei particolari vantaggi.

Da quando sono tornato militare ed ho acquisito una coscienza più positiva della vita, l’ho fatto e basta.

Perché ho scoperto che invidiare le altre persone non serve a nulla. L’invidia porta solamente solitudine e tristezza.

Viceversa, aiutando qualcuno “apriamo” una porta immaginaria.

Inizialmente non sai cosa possa esserci dietro e con franchezza non sai neppure se continuerà a rimanere aperta anche dopo che avrai terminato di aiutare quella persona.

Ma se la mia testimonianza può esserti utile, sappi che è preferibile aver disseminato il proprio percorso su questa terra di “porte immaginarie aperte”, rispetto che contribuire all’egoismo che, purtroppo, è palese in ogni cosa che ci circonda.

Naturalmente, tutto ciò non significa che devi andare in giro a fare il “chierichetto” o la “crocerossina”.

Hai tanti modi per aiutare qualcuno, anche semplicemente ascoltandolo. Devi solo averne voglia e farlo con amore.

«Evita di essere invidioso e di pensare unicamente a ricevere, ma quando puoi, aiuta gli altri. Senza chiedere nulla in cambio e senza pensare se ne riceverai vantaggi. Aiuta chiunque, senza badare se sia ricco o povero, bianco o nero. E se in passato Ti ha fatto un torno, Tu aiutalo lo stesso. Ricordati che quello che seminerai intorno a Te, lo riceverai con gli interessi».

 

Chiudo questo lungo post, con una citazione bellissima del grande Rudyard Kipling (quello del libro della jungla): «Dai valore ad ogni istante della tua vita».

Giancarlo Fornei

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CoachDonne

Toscano, nato a Carrara 57 anni fa. Ex marketer dei servizi, dal 1999 si occupa esclusivamente di crescita personale. Conosciuto in rete come "Il Coach delle Donne" per la sua grande esperienza di lavoro con l'Universo Femminile. Da oltre dieci anni aiuta le donne a vincere. Nello sport, come nella vita...

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